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Prestiti personali a pignorati

Quali possibilità ci sono di ottenere prestiti personali a pignorati? La condizione di coloro che si trovano in tale situazione è molto delicata, legata a disguidi finanziari che pregiudicano i normali canali di credito. Infatti chi è creditore di una somma di denaro e non riesce per varie ragioni ad ottenere il pagamento da parte del debitore ha, come unico mezzo di tutela, quello di avviare il pignoramento, ossia l’espropriazione forzata dei beni di proprietà del debitore, oppure il sequestro del suo conto corrente. Data questa premessa, è evidente come i prestiti personali per pignorati non siano facili da ottenere, devono presentarsi infatti una serie di condizioni, e i costi sono mediamente più elevati rispetto a un normale finanziamento.

Prestiti personali a pignorati: la cessione del quinto

Il modo più semplice di ottenere un prestito personale a pignorati è richiedere la cessione del quinto: questo strumento è a disposizione solo di pensionati e lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, pertanto sono esclusi tutti coloro che non possono documentare un reddito fisso dimostrabile. A differenza dei protestati, che hanno più difficoltà ad ottenere l’approvazione di un prestito personale,

il pignoramento in corso non causa il rifiuto, ma viene valutata ai fini del calcolo del rapporto tra reddito e rata di ammortamento, ossia della capacità di rimborso del prestito personale da parte del soggetto pignorato. Per questo motivo, tanto per i protestati e cattivi pagatori quanto per i pignorati, la cessione del quinto rappresenta la soluzione più comoda, poiché lo stipendio o la pensione funge da garanzia, e l’ammortamento avviene tramite trattenuta diretta in busta paga. 

Delega di pagamento: è possibile?

Chi ha bisogno di una cifra molto elevata potrebbe avere la necessità di richiedere la delega di pagamento, detta anche cessione del doppio quinto, che come si evince facilmente dal nome consente di poter ottenere una cifra superiore trattenendo non più il 20 per cento, ma arrivando fino al 40 (per i dipendenti del settore pubblico fino al 50) per cento del reddito totale. Il doppio quinto

 è riservato ai soli lavoratori dipendenti, e a differenza della cessione standard il datore di lavoro non è obbligato ad accettare la richiesta di finanziamento. Questo rende particolarmente complicato ottenere la delega di pagamento per un pignorato, a maggior ragione se il reddito sottoposto a pignoramento non è sufficiente per consentire la doppia trattenuta.

Prestito cambializzato

Per i soggetti con pignoramento in corso, ottenere un prestito personale senza un reddito certo e dimostrabile è quasi impossibile, a meno di non avere un garante terzo che funga da coobbligato, ossia possa provvedere all’ammortamento del debito in caso di mancato pagamento da parte del debitore principale. Per i lavoratori autonomi che necessitano urgentemente di denaro non resta che la solazione del prestito con cambiali: attraverso questa tipologia di finanziamento

 si possono ottenere in genere dai 2500 euro fino a 50.000 euro, sottoscrivendo appunto delle cambiali, titoli di credito contenente un impegno di pagamento, regolarizzato attraverso l’apposizione di un bollo, e che consente all’ente creditore di rivalersi sui beni del debitore in caso di mancato pagamento presso la data e il luogo stabilito nel documento stesso. 

In genere il prestito cambializzato presenta tassi di interesse più elevati della media, per cui il costo complessivo da restituire tra capitale ed interessi è superiore che in un normale prestito personale, ma hanno il vantaggio di poter rinnovare e posticipare la scadenza, al contrario della classica rata mensile di ammortamento.

I documenti da presentare

Per richiedere un prestito personale con cambiali, bisogna recarsi in filiale presso la finanziaria che accetta tale soluzione di credito, portando con sé la seguente documentazione:

  • Copia della carta d’identità in corso di validità
  • Codice fiscale o tessera sanitaria
  • Contratto di lavoro
  • Dichiarazione dei redditi
  • Beni sottoposti a garanzia per la sottoscrizione di cambiali

Beni in pegno

La difficoltà intrinseca di un prestito a pignorati è che i beni mobili e immobili del soggetto sono già stati sequestrati, per cui ad esempio è difficile ricorrere all’uso di garanzie alternative come un’ipoteca sulla casa, o la rendita su un affitto, perché magari già sottoposti a sequestro preventivo. Esiste comunque la possibilità di ricorrere, soprattutto per piccole cifre, a un finanziamento

 mettendo in pegno alcuni beni di proprietà, come gioielli, ottenendo in cambio il corrispettivo in denaro. L’ente erogatore restituirà il bene una volta che si è provveduto al pagamento regolare delle rate mensili, in caso di impossibilità al rispetto dell’ammortamento, il bene viene rivenduto per rimborsare il capitale versato. 

Prestito con garante

La soluzione più conveniente per chi si trova in gravi difficoltà finanziarie e non ha un reddito da lavoro a tempo indeterminato, o da pensione, è richiedere un prestito attraverso un garante, una soluzione che avevamo già accennato nei capitoli precedenti e che può tornare estremamente utile nel caso di pignoramento in corso. Ovviamente la scelta del garante è essenziale, poiché

 non è un ruolo che può essere ricoperto da chiunque. Il garante deve avere innanzitutto una solida posizione economica, per cui avere un reddito da lavoro certo e dimostrabile, e allo stesso tempo non deve mai essere stato segnalato nella banca dati dei cattivi pagatori o nel registro dei protestati, per cui deve essere comprovata la sua affidabilità finanziaria

Facendo una richiesta di capitale non troppo elevata, e con una scelta giusta del garante, è possibile da parte di diversi istituti finanziari concedere un prestito a pignorati senza molte difficoltà.

Conclusioni

Come abbiamo visto esistono diverse soluzioni di prestiti personali a pignorati, per cui non bisogna disperare in caso ci si trovi purtroppo in questa situazione. Chiaramente non è sempre facile trovare la soluzione idonea per il proprio caso specifico, non tutti ad esempio possono vantare una busta paga o un assegno previdenziale su cui poter fare affidamento per una cessione del quinto, o avere dei beni ulteriori a disposizione per affrontare un finanziamento con garanzie alternative oppure per una richiesta di prestito cambializzato. La scelta migliore forse è davvero quello di affidarsi a un buon garante che consenta anche ad un autonomo, o chi si trova in altra tipologia contrattuale di lavoro senza busta paga, di poter usufruire di liquidità e poter risolvere così le problematiche più urgenti.